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NEWS. maggio 2026

Abstract. Si tratta della Proposta di Educazione Ambientale / Educazione alla mondialità che è stata approvata in data 12 maggio 2026 in occasione della riunione del Direttivo "DSF nazionale"

. Tolleranza, collaborazione, rispetto, ascolto,

attenzione alle culture “altre”.
L’esempio dell’area mediorientale

.   Proposta per ultime classi delle Secondarie di Prima Grado e per  gli Istituti Superiori

 Probabile svolgimento in provincia di Trento. 

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Prima di tutto un un pensiero preliminare sul perché di questa proposta;
un “esperienza” di antropologia applicata, di conoscenza di popoli,
culture, tradizioni, religioni diverse (ma a ben vedere con molti aspetti
“simili” alle nostre). Tutto nasce da una serie di visite (sia di membri di
DSF “docentisenzafrontiere”, sia – molto più lunghe e approfondite –
dell’antropologa Laura Anania) in diverse aree del vicino Oriente.
Colpiti dalla bellezza dei luoghi, dalla schiettezza e “modernità” delle
popolazioni locali e, soprattutto, dal loro anelito di libertà e democrazia.
Non abbiamo certo la pretesa di poter rendere le immense varietà del
patrimonio culturale di un intero subcontinente, ma l’ambizione di far
conoscere una vivacità di proposte, di modi di vita, di interpretazione
del “bello” e di ciò che conta veramente nella vita.
Questo sì, può essere alla nostra portata. E, oltre alla descrizione di
popoli, fatti, luoghi, mi sta a cuore anche un altro aspetto, che è un po’ di
sfondo a tutto lo sforzo. Da noi, infatti, si tenta di isolare e di rendere
“autosufficienti” sessanta milioni di italiani nella loro penisola,
evitando che ci siano contatti con altri mondi, con altre mentalità, con
“altri colori” diversi da noi.

Un’operazione che sappiamo bene essere perdente e “a tempo”, data
l’ineluttabilità del processo di globalizzazione che, oltre che economico, si
andrà a configurare sempre più come un “melting pot” complessivo.
Una nuova futura - ma nemmeno troppo lontana - condizione, che vedrà
l’umanità intera di fronte ad una sostanziale omologazione generale,
determinata da quello che un tempo era l’“american way of life” e che,
piano piano, sta condizionando tutto il mondo, noi, come il Vicino Oriente.
Tutti con il mito dell’auto, della famiglia sorridente “da popcorn”, del conto
in banca sicuro, delle assicurazioni su tutto, dell’intoccabile fine settimana
e, di fatto, della convinzione che ci possa essere uno sviluppo senza
fine, con conseguente utilizzo di risorse e territorio senza filtri di sorta.
Esattamente il contrario di quanto prescriveva la forma più pura dello
“yazidismo”, attenta ad un equilibrio continuo di forze presenti nella
natura, nel cielo e nel profondo di ogni donna e ogni uomo.
Un po’ quello che è stato ripreso nella prima forma statuale dell’entità
politica autonoma del Rojava (nord Siria). Vi viene infatti adottata una
Costituzione esattamente il 9 gennaio 2014 che trae fondamento
dalla “Dichiarazione del confederalismo democratico in Kurdistan”,
ispirata da testi chiave nella produzione saggistica di Ocalan come
“L’ecologia della Libertà” e “Urbanizzazione senza città”. Il contenuto
di questi testi prevede l’istituzione di una grande confederazione del
popolo curdo, un’entità sovrannazionale che riunisca tutti i membri
dell’etnia sparsi tra Siria, Turchia, Iraq e Iran e sia saldata da
pochi ma imprescindibili valori basilari come la difesa dell’ambiente,
il rispetto del pluralismo religioso, l’eguaglianza di diritti tra tutti i
componenti della società, l’istruzione universale. In nuce ciò che
veniva proposto dalla “religione dei sette angeli” e che veniva/viene
attuato giornalmente, anche forzando le indicazioni delle varie
gerarchie religiose.
Siamo stati testimoni, tra il settembre 2015 e il novembre 2019, di un
impegno per la scolarizzazione dei più piccoli, nella siriana Qamislo, che
ha riguardato indifferentemente allievi cristiani e musulmani, sia sunniti
che sciiti. Una organizzazione scolastica di fortuna, basata sul
volontariato di maestri/maestre ma anche di genitori, con migliaia di
bambini interessati dal servizio scolastico, in un certo senso, di
emergenza.

Anche tra i cristiani, molte “varianti”, comunque senza problemi di sorta
fra “caldei”, “maroniti” e “cattolici romani” o “ortodossi”. Un superamento
degli steccati che è sempre avvenuto in questi ultimi secoli e che
una scriteriata divisione forzata, imposta dall’alto (non solo dai
dirigenti dell’ISIS), ha tentato di modificare in peggio.
Questo è infatti il fondamentale messaggio che si vuole dare: conoscere,
informarsi per superare gli steccati, di qualsiasi tipo.
Come organizzarci per raggiungere risultati concreti
Avrete di fronte (dopo una adeguata formazione e un’assistenza a
distanza in classe) un repertorio etnografico storico-geografico che vi
permetterà di spaziare in moltissimi modi, secondo gli obiettivi prefissati
da ciascuno di Voi (e condivisi e coordinati da chi ha il compito di
assicurare la migliore riuscita della proposta)..
Procediamo per esempi
Per il secondo ciclo della Scuola Primaria sarà possibile utilizzare alcune
parti, specie quelle più a carattere geografico e con immagini di
abbigliamento, di strumenti musicali, di cibi, per denotare una “cultura
differente dalla nostra”.
Iniziando a far capire che il concetto di “cultura” stesso va relativizzato.
Deve infatti essere inserito in un continuum storico, a volte millenario,
collegato alle sue specificità e ai particolari ambienti in cui si è sviluppato.
Quindi…una operazione di informazione, approfondendo di quello
che già viene normalmente fornito dal programma di studio.
Sempre per il secondo ciclo della Scuola Primaria, potrebbe essere utile
sfruttare la presenza (sicuramente di un certo rilievo) di rappresentanti di
altre aree geografiche del mondo o dell’Europa. Cinesi, arabi marocchini,
berberi, egiziani, turchi, a volte curdi, pakistani, indiani, russi, ukraini, ecc.
tutti portatori di enormi bagagli culturali, a volte molto differenti dai nostri
canoni occidentali.
Con loro, una volta compreso il messaggio di fondo dell’iniziativa in
oggetto, si potrà operare una “ricerca”, in una qualche forma, delle varie
caratteristiche originali, dalla lingua, al cibo, al modo di vivere ecc. Una
esperienza già provata in più istituti e in più periodi storici (per quanto ci
riguarda, essendo stati anche “maestri” e “docenti” in più ordini di scuola)
che dà sempre ottimi risultati: di conoscenza reciproca dei giovanissimi,

di “apertura” rispetto a stereotipi e ad “approcci” decisamente
eurocentrici, di “libertà” nella sua accezione migliore.
Proposte utili anche per gli Istituti Superiori (Scuole Secondarie di
Secondo Grado).
Prima di tutto la proposta che ci sentiremmo di caldeggiare, è quella della
“sistematizzazione” delle informazioni, con opportuni strumenti di
rappresentazione e visualizzazione delle varie aree linguistiche attuali,
delle realtà etniche differenti insistenti su questo antichissimo territorio,
sulle diverse realtà politiche post Prima Guerra Mondiale, passando
poi – con calma – ad ulteriori informazioni riguardanti lo stesso territorio
ma in periodi precedenti.
Come esemplificazione, se prendiamo in considerazione l’area delle
quattro province del nord Siria al confine con la Turchia ed una fascia
di cento chilometri di profondità al di là del confine siro-turco, andando
indietro nel tempo, ci ritroveremmo addirittura al 10.000 a.C. con le
strutture monumentali di GorekliTepe, con i primi insediamenti rurali,
basati sull’agricoltura e con una vegetazione ed un ambiente complessivo
nettamente diverso dall’attuale. Ci troveremmo anche popolazioni
con caratteristiche proprie. E il “bello” sarebbe proprio intervenire sul
“profilo” di queste antiche culture. Poi, anche solo procedendo di 500 in
500 anni, si avrebbero in continuazione variazioni sostanziali: costruzioni
di città, di fortezze, distruzioni improvvise, irruzione di nuovi popoli con
altre tradizioni e lingue, altri costumi, altri modi di vita, cambiamenti
continui.
Una attività che si può svolgere, evidentemente, con più “step” e con
approfondimenti diversi a seconda dei protagonisti (le alunne e gli alunni)
e dei fini del lavoro in essere.
Più specifica, ma altamente istruttiva e culturalmente validissima, è poi
l’opzione l’opzione artistica, con l’analisi comparata dei resti
architettonici, scultorei, della magnifica ceramica e degli altri prodotti di
manifattura, anche tappeti e filati.
Una messe inesauribile di spunti di riflessione e di “aggiornamento” di ciò
che si intravvede di sfuggita sui libri e che si proverà a riproporre, nel
corso della proposta, in alcune immagini. La “storia del cibo”, la “storia di
essenze e profumi”, la “storia dell’agricoltura”, del modo di costruire e
istoriare vasi e tappeti, trova in quest’area del pianeta alcune delle sue
prime massime rappresentazioni. Riprese, reinterpretate, reinventate nei
tempi successivi con originalità e tecnica – a volte – sopraffina.

Infine, verranno fatti a più riprese, riferimenti ai sistemi di organizzazione
tribali, alla divisione dei compiti fra uomo e donna, alle stesse complesse
cerimonie di iniziazione, di matrimonio, di festa, di sepoltura.
Una finestra sull’“antropologia sociale” che trova nei libri di Abdullah
Ocalan come in quelli di James Opie o di Claude levy-Strauss una non
formale rappresentazione.
Una realtà fatta di complessità e di intrecci che hanno permesso la
convivenza di popoli anche diversissimi, praticamente negli stessi territori.
Secondo i principi della tolleranza e della collaborazione. Tolleranza,
collaborazione, rispetto, ascolto, attenzione alle culture “altre” che,
appunto, sono gli obiettivi veri della presente proposta.
Articolazione di massima
Come già accennato la collaborazione e l’assistenza che mettiamo a
disposizione, sulla scorta di esperienze e studi in materia, può essere
così riassunta:
Fase Uno: incontro seminariale destinato ai docenti interessati, in gruppi
di massimo venti individui con un impegno di 4 ore complessive (due di
informazione generale, sulla base delle premesse precisate sopra e le
altre due di costruzioni di percorsi ipotetici insieme con uso di materiali
strutturati anche di elevata tecnologia o, senza problemi e con pari
risultati, con materiali recuperati/riciclati o percorsi semplici di
comunicazione / istruzione)). Questa parte necessita una presenza
effettiva sia del docente coordinatore/istruttore, sia dei docenti “in
formazione specifica”.

Fase Due : assistenza in ogni fase dell’eventuale sviluppo delle idee,
delle progettualità o altro, scaturite dalle 4 ore stimolo. In questa fase il
docente coordinatore si avvarrà di strumenti di comunicazione a distanza
“e-learning” “e-facilitator” in modo da seguire eventuali approfondimenti,
realizzazioni.
Fondamentale sarà il testo “All’aalba della civiltà” e ciò che è scaturito
dalle recenti mostre su Yezidismo e Resilienza dei popoli del Medio

oriente (“Anfalkraw”). Possibili approfondimenti anche con i testi
segnalati qui sotto con brevi descrizioni annesse.
Prof. Pier L. Cavalchini

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